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Calabria, la riforma della disabilità entra nella fase decisiva

22/03/2026

Calabria, la riforma della disabilità entra nella fase decisiva

La Calabria prova a trasformare una riforma complessa in una macchina amministrativa capace di incidere sulla vita quotidiana delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il tavolo tecnico-operativo convocato alla Cittadella regionale dall’assessore al Welfare Pasqualina Straface segna un passaggio politico e organizzativo di rilievo: l’obiettivo dichiarato è costruire un sistema nel quale sanità e servizi sociali operino dentro una cornice comune, stabile e riconoscibile su tutto il territorio.

Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati i vertici dei dipartimenti regionali Welfare e Salute, i rappresentanti dell’Inps, tutte le Asp e gli Ambiti Territoriali Sociali. La presenza congiunta restituisce il senso dell’operazione: la disabilità non viene più letta come una materia confinata in un singolo ufficio, ma come una condizione che richiede valutazioni coordinate, tempi certi, continuità nell’assistenza e strumenti personalizzati.

Un modello integrato per superare frammentazioni e ritardi

La linea illustrata da Straface punta a una presa in carico più ampia, che considera condizioni cliniche, grado di autonomia, contesto familiare, rete relazionale e opportunità di inclusione. La riforma mira a spostare il baricentro dall’assistenza episodica a un sistema capace di accompagnare, orientare e rendere esigibili i diritti.

La sperimentazione dei progetti di vita è stata estesa a tutte e cinque le province, evitando una crescita a macchia di leopardo. Dopo Catanzaro, dal marzo 2026 il nuovo impianto coinvolge anche Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Al centro del confronto è stato posto lo schema di Accordo di programma tra Ats e Asp, destinato a fissare regole condivise per i Punti unici di accesso e le Unità di valutazione multidimensionale, traducendo la riforma in procedure omogenee e limitando discrezionalità, ritardi e differenze locali.

Il nodo delle professionalità e la collaborazione con l’Inps

Emerge la carenza di risorse umane, soprattutto di medici specialisti, psicologi, assistenti sociali e figure tecniche. L’ipotesi di una convenzione con l’Inps mira a integrare le Uvm con le professionalità dell’Istituto, alleggerendo criticità, rafforzando le équipe e collegando rapidamente l’accertamento della disabilità al progetto di vita personalizzato.

Il Fondo nazionale per la non autosufficienza conferma l’assegnazione diretta delle risorse agli Ambiti Territoriali Sociali, garantendo continuità amministrativa, sostegni economici e assegno di cura, evitando interruzioni e rendendo più lineare la gestione delle misure.

Per monitorare la corretta attuazione dei protocolli, l’accordo prevede una Cabina di Regia regionale permanente, composta dai dirigenti dei dipartimenti Salute e Welfare, presidio essenziale per ridurre disomogeneità tra territori.

La partita aperta in Calabria si gioca sulla capacità di rendere uniforme la qualità dell’assistenza e trasformare il progetto di vita da formula programmatica a strumento concreto, riducendo le disparità territoriali e offrendo alle persone con disabilità un percorso più semplice, rapido e rispettoso della loro dignità.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.