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Calabria, scuole al centro della transizione ecologica con il protocollo Eco-Schools

26/03/2026

Calabria, scuole al centro della transizione ecologica con il protocollo Eco-Schools

La Calabria sceglie di affidare una parte importante della propria transizione ecologica alla scuola, cioè al luogo in cui si formano linguaggi, abitudini, sensibilità e visioni del futuro. È questo il significato politico e culturale del Protocollo d’intesa firmato in Cittadella regionale tra Regione Calabria, Ufficio scolastico regionale e Fee Italia Ets, accordo che apre la strada all’adesione degli istituti calabresi al programma internazionale Eco-Schools. L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso strutturato di educazione ambientale capace di coinvolgere l’intero sistema scolastico regionale, mettendo le nuove generazioni al centro di un modello di sviluppo che si vuole sostenibile, innovativo e inclusivo. :contentReference[oaicite:2]{index=2}

L’iniziativa, fortemente sostenuta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, assume un peso che va oltre il gesto formale della firma. L’intesa, infatti, prova a trasformare la sostenibilità da tema astratto o episodico a dimensione stabile della vita scolastica, inserendola in una programmazione quadriennale sostenuta da risorse dedicate. Alla cerimonia hanno preso parte, insieme al presidente di Fee Italia Claudio Mazza, gli assessori Giovanni Calabrese, Antonio Montuoro ed Eulalia Micheli, oltre ai dirigenti generali dei dipartimenti regionali coinvolti e ai componenti della task force impegnata nella valorizzazione del patrimonio costiero. Un quadro di presenze che restituisce l’idea di un progetto costruito come azione trasversale, destinata a collegare ambiente, formazione, lavoro e turismo. :contentReference[oaicite:3]{index=3}

Un investimento da 1,2 milioni per portare Eco-Schools in tutte le scuole

Il cuore operativo dell’iniziativa è rappresentato dallo stanziamento complessivo di 1,2 milioni di euro, finanziato attraverso il PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, Azione 2.6.1, con una durata prevista di quattro anni. Le risorse serviranno a coprire integralmente i costi di adesione al programma per tutte le istituzioni scolastiche calabresi, di ogni ordine e grado, eliminando qualsiasi onere economico a carico degli istituti. È un dettaglio tutt’altro che secondario, perché rende il progetto realmente accessibile e consente di evitare che la partecipazione dipenda dalla maggiore o minore disponibilità di risorse delle singole scuole. :contentReference[oaicite:4]{index=4}

La scelta della gratuità per gli istituti ha anche un valore di equità territoriale. In una regione che presenta differenze interne marcate per condizioni sociali, dotazioni e opportunità, garantire un accesso pieno e uniforme a un programma internazionale di educazione alla sostenibilità significa cercare di evitare nuove diseguaglianze e, al contrario, costruire una base comune di partecipazione. Il protocollo, in questo senso, non si limita a promuovere un progetto educativo, ma prova a consolidare un’infrastruttura culturale condivisa, dentro cui la sostenibilità diventa un linguaggio comune e non un privilegio di pochi contesti più attrezzati. :contentReference[oaicite:5]{index=5}

Educazione ambientale, economia circolare e cittadinanza attiva

Il programma Eco-Schools è indicato come il principale percorso internazionale di certificazione per le scuole orientate alla sostenibilità. Gli istituti che aderiranno seguiranno un iter strutturato, capace di intrecciare didattica, gestione sostenibile degli spazi, educazione ambientale e pratiche concrete di tutela degli ecosistemi, fino al conseguimento della certificazione e della Bandiera Verde, riconoscimento assegnato da Fee Italia. Il protocollo si inserisce inoltre nel quadro degli obiettivi della Greening Education Partnership e guarda esplicitamente alla diffusione di buone pratiche legate alla sostenibilità, alla cultura dell’economia circolare e alla protezione del patrimonio naturale. :contentReference[oaicite:6]{index=6}

Le dichiarazioni degli assessori coinvolti chiariscono bene la direzione scelta dalla Regione. Per Giovanni Calabrese, la transizione ecologica non coincide soltanto con un obiettivo ambientale, ma rappresenta anche una opportunità occupazionale, capace di formare giovani preparati sulle sfide della sostenibilità e dell’economia circolare. Antonio Montuoro ha posto l’accento sul valore del progetto per rafforzare l’educazione ambientale e accompagnare i territori verso nuovi traguardi, richiamando anche il legame con la valorizzazione del patrimonio naturale e con percorsi che possono incidere pure sul versante delle Bandiere Blu. Eulalia Micheli, infine, ha sottolineato il ruolo della scuola come luogo di crescita civica e sociale, capace di educare all’azione e di rendere i giovani protagonisti di comportamenti sostenibili. :contentReference[oaicite:7]{index=7}

La scuola come leva strategica per lavoro, turismo e sviluppo sostenibile

Uno degli aspetti più interessanti del protocollo è proprio la sua natura trasversale. La sostenibilità viene letta come terreno di incontro tra politiche educative, ambientali, occupazionali e di promozione territoriale. Non è casuale che all’iniziativa abbiano preso parte, oltre ai dipartimenti Lavoro e Sostenibilità ambientale, anche il dipartimento Turismo e la task force impegnata nella valorizzazione del patrimonio costiero. La Regione prova insomma a costruire una filiera nella quale la formazione scolastica non resta separata dai processi di sviluppo, ma prepara competenze e sensibilità che potranno riflettersi anche sul mercato del lavoro e sulla qualità dell’offerta territoriale. :contentReference[oaicite:8]{index=8}

In questa prospettiva, il progetto assume un valore strategico anche per il futuro occupazionale dei giovani. Il testo richiama esplicitamente lo sviluppo di competenze professionali in ambito ambientale e l’allineamento con la domanda del mercato del lavoro, in coerenza con la strategia nazionale per l’economia circolare e con i percorsi di educazione civica. È un passaggio rilevante, perché sposta l’educazione ambientale fuori da una dimensione puramente teorica o simbolica e la collega a competenze spendibili, a nuovi profili professionali e a una domanda crescente di figure capaci di misurarsi con la sostenibilità in modo concreto. :contentReference[oaicite:9]{index=9}

Un posizionamento che porta la Calabria dentro una rete internazionale

La firma del protocollo consente anche alla Calabria di collocarsi in una rete internazionale riconosciuta, come ha evidenziato il presidente di Fee Italia Claudio Mazza, che ha definito l’iniziativa una scelta concreta e lungimirante, in linea con gli obiettivi promossi dalle Nazioni Unite per il 2030. Eco-Schools, ha ricordato, è un programma consolidato che coinvolge milioni di studenti e punta a sviluppare competenze fondamentali per il futuro, con un supporto costante alle scuole aderenti e con l’ambizione di costruire una rete regionale capace di generare cambiamenti reali e duraturi. :contentReference[oaicite:10]{index=10}

Nel quadro delle politiche regionali, questo accordo appare quindi come un investimento che prova a intervenire alla radice dei processi di cambiamento, partendo dai luoghi in cui si formano coscienza civica, conoscenze e comportamenti. La scelta di affidare alla scuola una parte della sfida ecologica non risponde soltanto a un’esigenza educativa, ma a una visione più ampia della trasformazione del territorio. La Calabria scommette sul fatto che la sostenibilità possa diventare cultura condivisa, competenza diffusa e anche occasione di crescita economica. È una direzione impegnativa, che richiederà continuità, accompagnamento e capacità di tenere insieme istituzioni, scuole e territori, ma che con questo protocollo trova finalmente una struttura definita e risorse dedicate. :contentReference[oaicite:11]{index=11}

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.