Calabria sotto stress climatico: tre cicloni, danni diffusi e un vuoto di pianificazione che pesa
28/02/2026
Tre cicloni in meno di venti giorni, e la sensazione — tutt’altro che rassicurante — che la sequenza non abbia ancora esaurito la sua spinta. In Calabria le mareggiate hanno divorato tratti di costa già fragili, i venti hanno messo in ginocchio infrastrutture e reti, frane e alluvioni hanno isolato comunità, mentre i fiumi, dal Crati in poi, hanno mostrato quanto basti poco per trasformare un evento meteorologico in un’emergenza a catena.
Legambiente Calabria apre il suo intervento con solidarietà alle popolazioni colpite, ma il messaggio centrale è un altro, più scomodo: la portata dei danni non dipende soltanto dall’intensità delle piogge o dalla violenza del mare, dipende anche da scelte mancate, ritardi e omissioni che hanno lasciato il territorio esposto.
Costa, ferrovie e dissesto: quando la fragilità diventa interruzione
Sulla fascia tirrenica, l’intreccio tra crisi climatica ed erosione costiera assume un volto concreto: l’arretramento della linea di riva e le mareggiate stanno arrivando a compromettere la continuità del tracciato ferroviario che collega Calabria e Sicilia al resto del Paese. È un dato che colpisce perché supera il racconto dei “danni localizzati”: qui si parla di mobilità regionale, di logistica, di diritto alla connessione, di un’infrastruttura che non può essere sostituita con soluzioni provvisorie.
Sul fronte interno, frane e alluvioni ripropongono un copione noto: versanti instabili, alvei non gestiti con la necessaria continuità, manutenzione ordinaria che resta la grande assente. Ogni evento estremo, in un contesto simile, trova terreno favorevole. E quando cede un argine, quando un vallone si trasforma in un torrente, quando l’acqua entra nei centri abitati, il conto lo pagano famiglie e imprese, ma anche i servizi pubblici, la viabilità, le reti essenziali.
Adattamento: la Calabria tra ritardi istituzionali e opportunità lasciate sul tavolo
Legambiente lega la vulnerabilità regionale a un quadro più ampio. A livello internazionale, richiama l’esito di una COP giudicata insufficiente e il passo indietro sul phase-out dei combustibili fossili; sul piano europeo, sottolinea la mancanza di una spinta politica adeguata per accelerare la transizione. In Italia, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato nel dicembre 2023, viene indicato come cornice utile, ma ancora priva di piena attuazione per carenza di risorse e strumenti operativi.
Il punto più duro riguarda la dimensione regionale: la Calabria, sostiene Legambiente, non ha partecipato alla Missione europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici e non risulta aver adottato un piano specifico di azione. Neppure sul piano urbano la situazione appare migliore: l’assenza di piani cittadini di adattamento — evidenziata dall’Osservatorio Città Clima — significa meno capacità di prevenire, meno strumenti per governare la risposta, meno accesso a percorsi strutturati di finanziamento e progettazione.
Cementificazione e abusivismo: una vulnerabilità costruita nel tempo
C’è poi la componente che trasforma il rischio in danno: consumo di suolo e costruzioni in aree inadatte. Alvei fluviali, zone alluvionali, versanti instabili, fasce costiere: quando si costruisce dove non si dovrebbe, l’acqua e il terreno presentano il conto con una puntualità spietata. Legambiente richiama anche i numeri del report “Abbatti l’abuso”: 8.772 ordinanze di demolizione emesse su un campione di 105 Comuni, con una forte concentrazione lungo la costa e una quota minima di provvedimenti realmente eseguiti. Il messaggio implicito è chiaro: senza legalità urbanistica e senza interventi di messa in sicurezza, ogni piano resta teorico.
Anna Parretta, presidente regionale di Legambiente, insiste su una linea di metodo: l’emergenza non può essere la forma ordinaria di governo del clima. Servono invece decisioni stabili e verificabili, capacità tecnica, controllo del territorio, scelte energetiche coerenti con l’obiettivo di ridurre le cause della crisi, superando opposizioni pregiudiziali e conflitti alimentati più da paura che da dati.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.