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Catanzaro cambia passo sull’urbanistica: regole più chiare e censimento delle opere

07/04/2026

Catanzaro cambia passo sull’urbanistica: regole più chiare e censimento delle opere

Catanzaro prova a imprimere una svolta concreta alla gestione del proprio sviluppo urbano, puntando su regole certe, controlli puntuali e una programmazione più coerente con i bisogni reali dei quartieri. È questa la direzione indicata dalle due recenti delibere approvate dalla Giunta comunale su proposta della vicesindaca con delega all’Urbanistica, Giusy Iemma, che segnano un passaggio politico e amministrativo rilevante: da una gestione spesso frammentata a un’impostazione più rigorosa, capace di tenere insieme semplificazione, trasparenza e qualità urbana.

Il cuore dell’intervento riguarda due fronti strettamente collegati. Da una parte, il Comune ha definito indirizzi operativi chiari per uffici e professionisti, così da applicare in modo corretto e uniforme le nuove norme regionali sul cambio di destinazione d’uso degli immobili. Dall’altra, ha avviato un monitoraggio capillare del territorio attraverso un censimento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria previste nelle aree interessate da piani attuativi già convenzionati. Due azioni che, lette insieme, restituiscono una linea precisa: non autorizzare trasformazioni edilizie senza prima verificare ciò che esiste davvero sul territorio e ciò che, invece, era stato promesso ma non sempre realizzato in modo completo o conforme.

Nuove regole per il cambio di destinazione d’uso

Uno dei punti più significativi delle delibere riguarda la definizione di strumenti operativi che dovranno accompagnare l’applicazione delle norme regionali sui cambi di destinazione d’uso. Il Comune ha predisposto nuovi modelli di asseverazione che i tecnici saranno chiamati a utilizzare per certificare la presenza delle opere di urbanizzazione necessarie e la regolarità degli allacci alle reti idrica e fognaria. Si tratta di un passaggio tecnico, ma con effetti molto concreti, perché introduce criteri uniformi e verificabili in una materia che incide direttamente sulla qualità degli insediamenti urbani e sulla sostenibilità dei nuovi usi degli immobili.

La vicesindaca Iemma insiste su un punto preciso: il cambio di destinazione d’uso può rappresentare un’opportunità, ma soltanto se poggia su presupposti reali e su servizi effettivamente disponibili. In questa prospettiva, la richiesta di certificare urbanizzazioni e allacci non viene presentata come un aggravio burocratico, bensì come uno strumento di supporto ai professionisti e di garanzia per la città. L’obiettivo dichiarato è semplificare i procedimenti senza abbassare la soglia dei controlli, evitando che la flessibilità normativa si traduca in una crescita urbana priva delle condizioni minime di qualità.

Il censimento delle urbanizzazioni e la verifica degli impegni

Parallelamente, il Settore Pianificazione del Territorio, guidato dal dirigente Giovanni Laganà e dalla responsabile Laura Abramo, ha avviato un censimento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria nelle aree interessate da piani attuativi già convenzionati. L’attività punta a verificare lo stato di strade, parcheggi, spazi pubblici, servizi e standard urbanistici previsti nei singoli strumenti attuativi e oggetto di obblighi assunti con il Comune. È una ricognizione che ha anche un valore politico, perché interviene su un nodo spesso delicato nella storia urbanistica delle città italiane: la distanza tra ciò che viene previsto nelle convenzioni e ciò che poi, nel tempo, risulta realmente disponibile alla collettività.

Secondo Iemma, per troppo tempo si sono registrate situazioni non sempre allineate alle previsioni. Il nuovo monitoraggio serve dunque a ricostruire in modo puntuale il quadro delle aree standard nella disponibilità pubblica e, al tempo stesso, a valutarne l’impiego in funzione delle esigenze concrete della città. Verde, parcheggi, edilizia scolastica, spazi collettivi: il censimento non ha soltanto una funzione ricognitiva, ma anche una chiara finalità programmatoria, perché consente di capire quali risorse territoriali siano effettivamente presenti e come possano essere utilizzate in modo più utile e coerente con le dinamiche demografiche e sociali di Catanzaro.

Più equità nelle trasformazioni urbanistiche

Il principio che emerge con maggiore nettezza da questo doppio intervento è quello dell’equità urbanistica. Prima di autorizzare nuovi interventi o trasformazioni d’uso, l’amministrazione intende verificare che gli obblighi già assunti in precedenza siano stati rispettati integralmente. In termini molto concreti, questo significa che non sarà più accettabile costruire o modificare destinazioni e funzioni degli immobili senza aver prima mantenuto gli impegni presi con la collettività sul piano delle urbanizzazioni e dei servizi.

È un cambio di impostazione importante, perché riafferma un principio spesso evocato ma non sempre applicato con la necessaria fermezza: lo sviluppo urbano non può essere governato soltanto dalla sommatoria di iniziative private, ma deve restare legato a un equilibrio tra interesse individuale e interesse pubblico. Strade, reti, parcheggi, spazi comuni e servizi non sono elementi accessori rispetto alle trasformazioni edilizie; rappresentano, al contrario, la condizione che rende una città realmente abitabile e capace di sostenere la crescita senza produrre ulteriore disordine.

L’obiettivo: quartieri più vivibili e servizi adeguati

Nelle parole della vicesindaca si coglie con chiarezza l’orizzonte politico di questa operazione: garantire che ogni quartiere disponga dei servizi essenziali per una buona qualità della vita e favorire la rigenerazione urbana senza sacrificare il diritto dei cittadini a vivere in contesti ordinati, accessibili e ben serviti. È un’impostazione che prova a uscire dalla logica dell’intervento episodico per costruire una visione più strutturata del governo urbano, nella quale la pianificazione torna ad avere un ruolo centrale.

Per Catanzaro si tratta di un passaggio che potrebbe incidere in modo significativo sulla qualità delle future trasformazioni. Se gli strumenti introdotti saranno applicati con continuità e il censimento riuscirà davvero a restituire una mappa aggiornata delle dotazioni pubbliche e degli obblighi convenzionali, la città potrà contare su una base più solida per orientare le proprie scelte urbanistiche. È lì che si misurerà la portata reale del cambio di passo annunciato: nella capacità di trasformare regole, verifiche e programmazione in una città più giusta, più leggibile e concretamente più vivibile.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.