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Generi e generazioni in campo, l’assemblea rilancia il ruolo strategico del mondo agricolo associativo

22/03/2026

Generi e generazioni in campo, l’assemblea rilancia il ruolo strategico del mondo agricolo associativo

Si è chiusa con una partecipazione ampia e qualificata l’assemblea elettiva intitolata “Generi e generazioni in campo”, appuntamento che ha riunito in un unico momento di confronto le tre anime più rappresentative del sistema agricolo associativo: i giovani imprenditori di AGIA, le imprenditrici di Donne in Campo e i pensionati dell’ANP. Non si è trattato soltanto di un passaggio formale legato al rinnovo delle cariche, ma di una giornata che ha assunto un valore politico e programmatico preciso, dentro una fase in cui il settore primario è chiamato a misurarsi con trasformazioni profonde.

L’assemblea ha restituito l’immagine di un comparto che avverte con chiarezza la necessità di rafforzare la propria rappresentanza, di costruire continuità tra esperienza e nuove competenze e di dare forma a una visione agricola più solida, capace di tenere insieme identità produttiva, sostenibilità e innovazione. Il confronto, sviluppato in un clima di partecipazione concreta, ha messo al centro alcuni nodi ormai decisivi: il ricambio generazionale, la valorizzazione del lavoro femminile, il peso della memoria professionale custodita dalle generazioni più anziane, la tenuta economica delle imprese agricole e la capacità di leggere i cambiamenti del mercato.

Le nuove nomine e il significato politico dell’assemblea

Al termine dei lavori, l’assemblea ha indicato i nuovi presidenti chiamati a guidare le rispettive organizzazioni nei prossimi anni. Alla guida di AGIA è stata eletta Maria Possidente, mentre Angelica Familari assumerà la presidenza di Donne in Campo. Per l’ANP, invece, l’assemblea ha scelto Giuseppe Adimari. Si tratta di nomine che arrivano in un momento nel quale il mondo agricolo chiede rappresentanze credibili, radicate nei territori e in grado di interpretare esigenze molto diverse, ma ormai strettamente connesse fra loro.

La scelta di riunire giovani, donne e pensionati dentro uno stesso appuntamento ha avuto un valore che va oltre il dato organizzativo. È emersa, infatti, una lettura dell’agricoltura come spazio di relazione tra generazioni e competenze differenti, dove il passaggio di consegne non coincide con una frattura, ma con una continuità da costruire con strumenti più adatti al presente. In questo schema, i giovani rappresentano la spinta verso modelli imprenditoriali più flessibili e aperti all’innovazione, le donne portano un contributo sempre più rilevante sul piano manageriale e produttivo, mentre i pensionati incarnano un patrimonio di esperienza che continua a svolgere una funzione di orientamento e coesione.

Un’agricoltura che guarda al futuro senza disperdere il legame con i territori

Dal dibattito è arrivata con forza l’idea che l’agricoltura, per restare competitiva, debba saper coniugare tradizione e cambiamento senza irrigidirsi in formule di principio. La tutela della biodiversità, la qualità delle produzioni, il radicamento locale e il sapere agricolo costruito nel tempo restano elementi centrali, ma non bastano più da soli a garantire tenuta e prospettiva. Servono capacità organizzativa, accesso all’innovazione, attenzione alla sostenibilità economica e ambientale, strumenti che accompagnino davvero chi entra oggi nel settore e chi vi opera da anni in contesti spesso complessi.

La dichiarazione diffusa dall’organizzazione al termine dell’assemblea insiste proprio su questo punto, leggendo nella partecipazione registrata un segnale di maturità associativa e di disponibilità a condividere una strategia comune. Il riferimento alla sinergia tra esperienza e innovazione non appare come una formula celebrativa, ma come una necessità concreta. In agricoltura, più che altrove, il futuro si costruisce quando la spinta al rinnovamento riesce a dialogare con la conoscenza accumulata sul campo.

Particolare attenzione è stata richiamata anche sulle realtà di Calabria e Puglia, territori nei quali il rapporto tra agricoltura, tessuto sociale e sviluppo locale resta particolarmente forte. L’indicazione è chiara: i nuovi gruppi dirigenti dovranno interpretare le esigenze delle comunità produttive senza perdere il raccordo con gli obiettivi fissati a livello nazionale. È in questo equilibrio tra rappresentanza territoriale e visione complessiva che si misurerà la qualità della nuova fase.

L’assemblea “Generi e generazioni in campo” consegna dunque un messaggio netto al comparto agricolo: la tenuta del settore passa dalla capacità di fare sistema, di riconoscere il valore di tutte le componenti associative e di tradurre il confronto interno in indirizzi concreti. L’agricoltura che emerge da questo passaggio è un’agricoltura che non rinuncia alle proprie radici, ma che prova a riorganizzarsi con maggiore consapevolezza davanti alle sfide produttive, sociali e ambientali che ha di fronte.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.