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Lamezia Terme, Daspo urbano per tre anni dopo disordini e minacce ai Carabinieri

19/03/2026

Lamezia Terme, Daspo urbano per tre anni dopo disordini e minacce ai Carabinieri

Un provvedimento che interviene in modo diretto sulla frequentazione degli spazi pubblici, con l’obiettivo di prevenire episodi di violenza e garantire condizioni di sicurezza nei luoghi di aggregazione. Il Questore di Catanzaro ha disposto un Divieto di Accesso ai locali pubblici (DACUR) nei confronti di un cittadino di Lamezia Terme, ritenuto responsabile di comportamenti gravi avvenuti nei pressi di un esercizio commerciale.

La misura è stata adottata a seguito della segnalazione della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme, che ha documentato una situazione caratterizzata da disordini e atteggiamenti aggressivi, tali da richiedere un intervento immediato sul piano della prevenzione.

Minacce ai militari e stato di alterazione

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, l’uomo si trovava in evidente stato di alterazione psicofisica, riconducibile all’abuso di alcol, nel momento in cui è stato sottoposto a controllo. Durante l’intervento, avrebbe rivolto espressioni intimidatorie nei confronti dei militari, configurando il reato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

Il contesto in cui si sono verificati i fatti – un’area frequentata e legata alla somministrazione di alimenti e bevande – ha contribuito a rendere più delicata la situazione, aumentando il rischio di coinvolgimento di altre persone e di escalation della tensione.

La valutazione complessiva del comportamento ha portato la Divisione Anticrimine a ritenere necessario un intervento restrittivo, finalizzato a impedire la reiterazione di condotte analoghe.

Il DACUR e la funzione preventiva del “Daspo Willy”

Il provvedimento dispone che l’interessato, per la durata di tre anni, non possa accedere agli esercizi pubblici e ai locali di intrattenimento situati nelle immediate vicinanze del luogo in cui si sono verificati i fatti. Si tratta di una misura conosciuta come “Daspo Willy”, introdotta con l’articolo 13-bis del decreto legge n. 14 del 2017, a seguito dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte.

L’obiettivo è intervenire in maniera preventiva su soggetti potenzialmente pericolosi, limitandone la presenza in contesti ad alta concentrazione di persone, dove comportamenti violenti possono generare conseguenze immediate e diffuse.

La notifica del provvedimento è stata accompagnata dall’avviso sulle conseguenze penali in caso di violazione: l’inosservanza del divieto costituisce reato e comporta pena da uno a tre anni di reclusione, oltre a una sanzione economica.

Il controllo sull’effettivo rispetto della misura sarà affidato alle forze di polizia, impegnate in un’attività costante di monitoraggio del territorio. L’attenzione si concentra in particolare sui luoghi di ritrovo e sulle aree più esposte a dinamiche di rischio, in un’ottica che privilegia la prevenzione rispetto all’intervento successivo.

L’adozione del DACUR si inserisce in una strategia più ampia che mira a contenere fenomeni di violenza urbana, rafforzando la presenza istituzionale e la tutela della sicurezza collettiva.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.