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Parco Agrisolare, quarta edizione: 800 milioni per fotovoltaico sui tetti agricoli e bollette più leggere

04/03/2026

Parco Agrisolare, quarta edizione: 800 milioni per fotovoltaico sui tetti agricoli e bollette più leggere

Il quarto bando del Parco Agrisolare mette sul tavolo 800 milioni di euro per spingere le imprese agricole verso una scelta che, oggi, vale doppio: produrre energia rinnovabile e tagliare una delle spese più pesanti nei conti aziendali. La linea è netta e, per chi lavora la terra o gestisce un allevamento, particolarmente interessante: impianti fotovoltaici installati sulle coperture di strutture già esistenti — stalle, cantine, magazzini, serre — così da evitare qualunque conflitto con la produzione alimentare e, soprattutto, senza consumare suolo agricolo.

Cia-Agricoltori Italiani legge la misura come continuità operativa del percorso avviato con il Pnrr, con un’attenzione specifica alle Pmi: aziende spesso solide per competenze e radicamento, ma esposte a oscillazioni di costo che in campo energetico diventano rapidamente ingestibili. In questa cornice, l’autoproduzione non è un vezzo tecnologico: è un modo per stabilizzare i margini e proteggere la capacità di investimento, dalla meccanizzazione alla gestione idrica.

Fotovoltaico in azienda: energia pulita senza sottrarre ettari al cibo

La scelta di puntare sui tetti risponde a una questione concreta, non ideologica. Il terreno agricolo è un bene produttivo e paesaggistico; destinarlo ad altro significa aprire tensioni, vincoli e, spesso, polemiche. Qui, invece, si lavora sul patrimonio edilizio rurale, trasformando superfici inutilizzate in una risorsa: energia pulita che può alimentare refrigerazione, mungitura, irrigazione, lavorazioni post-raccolta, trasformazione e stoccaggio.

Cia insiste su un punto: l’energia prodotta in azienda incide direttamente sui costi, riducendo l’esposizione a rincari e instabilità. Non è un dettaglio, perché il settore primario vive già una pressione crescente dovuta a eventi estremi e squilibri climatici che cambiano calendari colturali, rese, fabbisogni idrici e condizioni di lavoro. Se l’agricoltura deve restare competitiva, serve anche una leva energetica che non sia ostaggio delle fluttuazioni.

I numeri portati dalla Confederazione danno la misura della domanda: oltre 23.000 aziende finanziate con le misure precedenti, un bacino ampio che ha già sperimentato la logica “economia + ambiente” e che ha costruito competenze tecniche, rapporti con fornitori, pratiche autorizzative.

Scadenza al 31 dicembre 2028: tempi realistici e investimenti più solidi

Tra gli elementi più apprezzati c’è l’estensione del termine per completare gli interventi fino al 31 dicembre 2028. Per un’impresa agricola, programmare significa fare i conti con stagionalità, picchi di lavoro, disponibilità di manodopera, tempi di consegna dei materiali e, spesso, con un apparato burocratico che non sempre corre alla stessa velocità dei cantieri. Un orizzonte temporale più lungo riduce il rischio di scelte affrettate e favorisce progetti meglio dimensionati, con ricadute sulla sicurezza, sulla manutenzione e sulla durata dell’investimento.

Il presidente nazionale Cristiano Fini rivendica anche il lavoro di accompagnamento svolto dalla Confederazione: assistenza nella presentazione delle domande e supporto tecnico tramite Esco Agroenergetica, che affianca le aziende nella progettazione e nell’operatività. È un passaggio rilevante, perché la differenza tra un incentivo “sulla carta” e un impianto che funziona davvero sta spesso nella qualità della progettazione, nella corretta stima dei consumi e nella gestione dei passaggi amministrativi.

Sul piano strategico, Cia colloca il bando dentro un confronto continuo tra organizzazioni agricole, istituzioni e gestori energetici: l’agricoltura non come settore da compensare, ma come soggetto capace di contribuire alla sicurezza energetica del Paese, mantenendo intatta la sua missione essenziale — produrre cibo e presidiare il territorio.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.