Riso europeo sotto pressione: dal Forum dei Paesi produttori l’appello a rivedere le regole commerciali
10/03/2026
Il settore risicolo europeo, e in particolare quello italiano, si trova davanti a un passaggio delicato. Dal Forum europeo tra i Paesi produttori di riso è arrivato un messaggio chiaro alle istituzioni comunitarie: il nuovo regolamento sul sistema delle preferenze generalizzate (SPG) rischia di creare squilibri significativi nel mercato se non verranno introdotti adeguati correttivi.
A rilanciare la posizione condivisa durante il confronto europeo è Cia–Agricoltori Italiani, che ha partecipato ai lavori del Forum insieme agli altri rappresentanti della filiera risicola. Al centro del dibattito c’è la proposta della Commissione europea di rivedere il sistema delle preferenze commerciali con i Paesi in via di sviluppo, una misura che potrebbe facilitare ulteriormente l’ingresso nel mercato comunitario di riso proveniente dal Sud-Est asiatico.
Secondo la Confederazione, l’impianto attuale del regolamento rischia di indebolire la competitività delle produzioni europee, già messe alla prova da un contesto economico e climatico complesso.
Clausola di salvaguardia e importazioni a dazio zero
Il nodo principale riguarda il funzionamento della clausola di salvaguardia, lo strumento che dovrebbe intervenire quando le importazioni superano determinate soglie e rischiano di destabilizzare il mercato interno.
Per Cia e per i rappresentanti della filiera risicola europea, i parametri indicati nella proposta normativa risultano troppo elevati. In questo modo la clausola rischierebbe di attivarsi troppo tardi, quando gli effetti negativi sulle quotazioni e sulla sostenibilità economica delle aziende agricole sarebbero già evidenti.
L’eventuale aumento delle importazioni a dazio zero potrebbe tradursi in un’ulteriore pressione sui prezzi riconosciuti ai produttori europei. Una dinamica che preoccupa soprattutto l’Italia, dove il comparto rappresenta una componente centrale dell’agricoltura nazionale.
L’Italia guida la produzione risicola europea
Con oltre 230 mila ettari coltivati e più della metà della produzione comunitaria, l’Italia è il principale produttore di riso dell’Unione europea. Le risaie, concentrate soprattutto nelle aree della Pianura Padana, costituiscono un sistema agricolo di grande valore economico ma anche ambientale.
Oltre alla produzione alimentare, queste coltivazioni contribuiscono alla gestione delle risorse idriche, alla tutela della biodiversità e alla conservazione di paesaggi agricoli storici. Non a caso il riso viene considerato dalle istituzioni europee un prodotto sensibile, legato alla salvaguardia di interi territori rurali.
Prezzi in calo e costi in aumento
Negli ultimi mesi la situazione economica del comparto si è ulteriormente deteriorata. Le quotazioni di alcune varietà di riso, che fino a poco tempo fa si attestavano intorno ai 100 euro al quintale, sono scese fino a circa 40 euro, livelli inferiori ai costi di produzione sostenuti dalle aziende agricole.
Questo scenario mette a rischio la redditività di molte imprese e potrebbe portare alla riduzione delle superfici coltivate, con conseguenze non solo economiche ma anche territoriali e ambientali.
La richiesta: revisione delle soglie e tutela del mercato
Il presidente nazionale di Cia–Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, sottolinea come il comparto risicolo rappresenti una delle eccellenze dell’agricoltura italiana, ma si trovi oggi ad affrontare sfide sempre più complesse.
Tra cambiamenti climatici, aumento dei costi produttivi e volatilità dei mercati, le imprese agricole chiedono strumenti di tutela più efficaci. In questo contesto la Confederazione propone una revisione delle soglie della clausola di salvaguardia e l’introduzione di un meccanismo automatico di protezione, capace di attivarsi rapidamente in caso di squilibri nelle importazioni.
Secondo la filiera risicola europea, se il riso è riconosciuto come prodotto sensibile non può essere sacrificato nei negoziati commerciali internazionali. Un approccio più equilibrato nelle politiche commerciali, sostengono i produttori, rappresenta una condizione indispensabile per garantire la sostenibilità economica e ambientale di uno dei comparti agricoli più rappresentativi del continente.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.