Sicurezza nei pubblici esercizi: a Crotone un tavolo operativo tra Questura e Confcommercio
28/02/2026
Nella sede di Confcommercio Crotone si è svolto un incontro dedicato alla sicurezza nei pubblici esercizi, con un taglio pratico e un confronto diretto tra chi presidia l’ordine pubblico e chi rappresenta imprese che, ogni sera, tengono accese le luci delle città. Hanno partecipato il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, il Commissario Capo Rossella Chiappalone, il Direttore di Confcommercio Calabria Centrale Giovanni Ferrarelli e la Presidente FIPE Confcommercio Crotone Emilia Noce. Al centro, un messaggio semplice e impegnativo: la sicurezza non riguarda solo i singoli locali, riguarda il contesto urbano che quei locali animano.
I pubblici esercizi come presìdi di socialità e indicatori di vivibilità
Bar, ristoranti e locali non sono soltanto punti di consumo; sono luoghi dove si costruiscono abitudini, relazioni, persino un senso di appartenenza.
Quando un esercizio è percepito come sicuro, diventa un fattore di stabilità: attira famiglie, sostiene il passeggio, rende più frequentabili strade e piazze anche nelle fasce serali. Al contrario, episodi di disturbo, conflittualità o degrado attorno ai luoghi di ritrovo producono un effetto domino che ricade su clientela, lavoratori e residenti, con un impatto immediato sui fatturati e, nel medio periodo, sull’immagine della città.
Durante l’incontro è emersa la consapevolezza che la serenità degli ambienti non si garantisce con una misura “una tantum”, ma con un insieme di attenzioni: gestione ordinata degli spazi esterni, corretto rapporto tra capienza e servizio, controllo delle dinamiche all’ingresso e nei momenti di maggiore affluenza, prontezza nel segnalare situazioni a rischio senza attendere che diventino emergenze. È in questo perimetro che la sicurezza smette di essere uno slogan e assume il profilo di una responsabilità condivisa.
Collaborazione strutturata: prevenzione, ascolto e procedure chiare
Il punto più rilevante del confronto ha riguardato il metodo. La collaborazione tra istituzioni e rappresentanze di categoria viene indicata come la via più efficace per intervenire prima che i problemi esplodano: scambio di informazioni, ascolto delle criticità che gli operatori registrano sul campo, indicazioni operative per gestire eventi, serate a tema, picchi stagionali e contesti di maggiore pressione.
È un lavoro che si fonda sulla fiducia reciproca e sulla chiarezza delle regole: sapere a chi rivolgersi, con quali tempi, con quali strumenti, riduce l’incertezza e aumenta la capacità di risposta.
Confcommercio e FIPE hanno espresso soddisfazione per un incontro definito proficuo, capace di tradurre il dialogo in prospettiva operativa. Il passaggio culturale è decisivo: la sicurezza non è un modulo da compilare, è una pratica quotidiana che riguarda formazione del personale, attenzione al contesto, qualità dell’accoglienza e rispetto della comunità che ospita l’attività.
Un percorso permanente, se ben organizzato, può consolidare una rete stabile tra imprese e forze dell’ordine, rendendo più solidi i luoghi della socialità e più vivibili i quartieri che li circondano.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.