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Videosorveglianza urbana in Calabria, quasi 3 milioni ai Comuni finanziati dal POC Legalità

30/04/2026

Videosorveglianza urbana in Calabria, quasi 3 milioni ai Comuni finanziati dal POC Legalità

Un confronto operativo tra Ministero dell’Interno, Prefetture e amministrazioni comunali per fare il punto sullo stato di attuazione dei progetti di videosorveglianza urbana finanziati in Calabria con il POC Legalità 2014-2020. L’incontro, promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza alla presenza del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, ha avuto l’obiettivo di verificare l’avanzamento degli interventi, affrontare le eventuali criticità emerse nella fase attuativa e rafforzare il coordinamento istituzionale attorno a una delle linee di investimento considerate strategiche sul fronte della sicurezza integrata. 

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche nazionali che puntano a consolidare il presidio del territorio attraverso strumenti tecnologici, cooperazione tra livelli amministrativi e coinvolgimento diretto delle autonomie locali. Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, i delegati delle Prefetture di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia, oltre ai sindaci dei 12 Comuni calabresi beneficiari dei finanziamenti e ai responsabili degli uffici tecnici comunali, chiamati a tradurre operativamente gli interventi previsti. 

Un investimento per rafforzare controllo del territorio e prevenzione

Nel corso dell’incontro, il sottosegretario Wanda Ferro ha richiamato il legame tra questi interventi e il Protocollo d’intesa sottoscritto a Catanzaro il 23 settembre 2024, indicato come cornice strategica di riferimento per il rafforzamento di sicurezza, legalità e coesione sociale in Calabria. La linea indicata dal Governo punta a utilizzare la tecnologia come leva concreta per migliorare il controllo del territorio, sostenere l’azione delle Forze di polizia e prevenire fenomeni di illegalità diffusa, degrado urbano, reati predatori e attività connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti. 

Più che un semplice aggiornamento tecnico, il vertice ha assunto il valore di una verifica istituzionale sullo stato delle progettualità già finanziate. Un’attenzione particolare è stata riservata alla rendicontazione della spesa e al corretto utilizzo delle risorse pubbliche, con chiarimenti tecnici e indicazioni operative forniti ai soggetti attuatori per garantire trasparenza amministrativa, efficienza procedurale e piena tracciabilità dei fondi. È un aspetto centrale, perché la tenuta di interventi di questo tipo si misura anche nella capacità degli enti locali di completare le procedure in tempi adeguati e con criteri uniformi. 

I Comuni beneficiari e le risorse assegnate

I finanziamenti coinvolgono dodici Comuni della Calabria: Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Serra San Bruno, Altomonte, Belvedere Marittimo, Cetraro, Paola, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Trebisacce e Ardore. L’importo più consistente è destinato al Comune di Catanzaro, con 1.050.116,19 euro, seguito da Rogliano con 250mila euro, Serra San Bruno con 249.464,78 euro, Altomonte con 247.269,11 euro e San Giovanni in Fiore con 239.066,59 euro. Completano il quadro gli stanziamenti per Lamezia Terme, Vibo Valentia, Belvedere Marittimo, Trebisacce, Ardore, Cetraro e Paola. Il valore complessivo dei fondi assegnati ai dodici Comuni ammonta a 2.960.244,75 euro

Accanto a questo pacchetto di risorse, il comunicato segnala anche un ulteriore stanziamento di circa 1 milione e 350mila euro da parte della Regione Calabria, destinato ad alcuni Comuni del Reggino e del Crotonese per finalità analoghe. Il quadro che emerge è quello di un investimento pubblico articolato, che punta a rafforzare le infrastrutture tecnologiche come parte di una strategia più ampia di sicurezza urbana e presidio del territorio. 

Il senso politico e amministrativo dell’incontro sta proprio qui: trasformare il finanziamento in progetti realmente operativi, evitando rallentamenti e consolidando una collaborazione stabile tra amministrazione centrale, Prefetture ed enti locali. La videosorveglianza, in questa prospettiva, viene letta come uno strumento di supporto e prevenzione, da inserire in una rete coordinata di interventi capaci di incidere sulla qualità della vita nei territori. Ed è su questa capacità di fare sistema che si giocherà la concreta efficacia delle misure annunciate. 

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.