Caricamento...

Catanzaro365 Logo Catanzaro365

Calabria, 9,5 milioni per il Buono Servizio contro la povertà

21/05/2026

Calabria, 9,5 milioni per il Buono Servizio contro la povertà

La Regione Calabria mette in campo 9,5 milioni di euro per sostenere le famiglie in condizioni di fragilità economica e sociale attraverso il nuovo “Buono Servizio per il contrasto alla povertà”, destinato all’accesso a servizi e strutture residenziali e semiresidenziali. La misura, finanziata con il Programma Regionale Calabria FSE+ 2021-2027, è stata presentata questa mattina nella sala Verde della Cittadella regionale durante un incontro operativo convocato dall’assessore al Welfare e alle Pari Opportunità, Pasqualina Straface.

Una misura per famiglie con anziani, minori fragili e disabili

Al tavolo hanno partecipato i sindaci dei Comuni capofila e i responsabili degli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali Sociali della Calabria. L’obiettivo della Regione è trasformare le risorse disponibili in prestazioni concrete sul territorio, rafforzando la rete dei servizi e anticipando le situazioni di bisogno prima che diventino emergenze sociali.

Il nuovo pacchetto di interventi si rivolge ai nuclei familiari calabresi con ISEE fino a 25.000 euro che assistono un anziano, un minore fragile, una persona con disabilità o un adulto svantaggiato. Le risorse complessive ammontano a 9,5 milioni di euro nel biennio: 5 milioni per la prima annualità e 4,5 milioni per la seconda.

In apertura dei lavori, l’assessore Straface ha ringraziato la struttura amministrativa regionale per il lavoro svolto, citando il dirigente generale del dipartimento, Iole Fantozzi, la dirigente Ersilia Amatruda e il funzionario Gianmarco Magisano. Il confronto con gli Ats ha segnato l’avvio del percorso operativo che dovrà portare alla pubblicazione degli avvisi e alla costruzione delle graduatorie territoriali.

Straface: “Il cittadino potrà scegliere la struttura”

Secondo l’assessore, il Buono Servizio rappresenta un cambio di impostazione nelle politiche sociali calabresi. “Non è un sussidio passivo o una soluzione provvisoria, ma un vero e proprio titolo di riscatto sociale che garantisce l’accesso diretto e qualificato alle strutture residenziali e semi residenziali”, ha dichiarato Straface.

Uno degli elementi centrali della misura riguarda la libertà di scelta dell’utente. Non sarà l’assistente sociale a indirizzare d’ufficio il cittadino verso una struttura, ma sarà la persona beneficiaria a scegliere dove ricevere le cure, all’interno del sistema accreditato regionale. Per la Regione, questo meccanismo dovrà valorizzare le strutture autorizzate e accreditate, stimolandole a migliorare la qualità delle prestazioni offerte.

Gli Ambiti Territoriali Sociali avranno il compito di pagare direttamente i gestori accreditati, favorendo l’integrazione tra sanità e sociale e alleggerendo il carico sulle famiglie. L’assessore ha definito la misura uno strumento per sollevare dall’isolamento i nuclei più esposti alla fragilità, portando servizi qualificati più vicino alle persone.

Fondi europei aggiuntivi e risorse ordinarie confermate

La Regione sottolinea che i 9,5 milioni di euro del FSE+ si aggiungono ai fondi ordinari, senza riduzioni sulle risorse già destinate ai servizi essenziali. Il nuovo stanziamento è stato inserito nell’aggiornamento del Piano Regionale di Supporto alle Fragilità, approvato con deliberazione n. 200 del 22 aprile.

Restano confermate anche le risorse già stabilizzate con la deliberazione n. 40 del 12 febbraio: quasi 30 milioni di euro a valere sul Fondo Nazionale e Regionale per le Politiche Sociali. Questi fondi coprono i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, le dimissioni protette, il programma P.I.P.P.I. per la prevenzione dell’istituzionalizzazione e la supervisione del personale.

Con l’integrazione delle risorse europee, gli Ambiti potranno ampliare la platea dei beneficiari, ridurre le liste d’attesa e sostenere prestazioni qualificate da parte delle strutture che hanno investito nel percorso di autorizzazione previsto dal Regolamento regionale n. 22 del 2019.

Accordi con gli Ambiti e avvisi pubblici

Dal punto di vista operativo, il percorso partirà dalla sottoscrizione degli Accordi ex articolo 15 tra Regione e singoli Ambiti Territoriali Sociali. Seguiranno la pubblicazione degli avvisi pubblici e la definizione delle graduatorie. Straface ha chiesto agli enti locali una programmazione rigorosa, con convenzioni calibrate sul fabbisogno reale dei territori e sulle risorse effettivamente disponibili.

L’assessore ha inoltre confermato che la programmazione resterà dinamica: la Giunta regionale potrà valutare, nei limiti delle disponibilità, un ulteriore incremento dello stanziamento qualora dagli avvisi territoriali emergesse un fabbisogno superiore.

L’incontro alla Cittadella regionale apre dunque una nuova fase per il welfare calabrese, fondata su servizi più accessibili, collaborazione con gli Ambiti e centralità della persona. La sfida sarà tradurre rapidamente le risorse in prestazioni, facendo dei territori il primo presidio di ascolto, cura e sostegno per le famiglie più vulnerabili.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.