Calabria, dalla CIA un piano straordinario per la manutenzione del territorio
21/04/2026
La manutenzione del territorio come leva per mettere in sicurezza la Calabria, sostenere le imprese agricole e creare occupazione utile. È questo il messaggio rilanciato da Franco Belmonte, direttore di Cia-Agricoltori Italiani Calabria, intervenuto in occasione dell’VIII Congresso della UILA Calabria, dove il confronto si è concentrato anche sui nodi strutturali che continuano a pesare sul sistema regionale, a partire dal dissesto idrogeologico e dalla gestione delle risorse idriche.
Dopo i saluti portati a nome del presidente regionale Nicodemo Podella, Belmonte ha richiamato alcuni dei temi emersi nella relazione del segretario regionale Pasquale Barbalaco, soffermandosi soprattutto su una proposta che la CIA porta avanti da tempo: l’attivazione di un Piano straordinario di manutenzione del territorio, ritenuto ormai non più rinviabile in una regione segnata da emergenze cicliche, eventi estremi e fragilità ambientali che finiscono per colpire direttamente comunità, aziende e lavoratori.
Dal dissesto idrogeologico alla siccità, le priorità indicate dalla CIA
Nel suo intervento, Belmonte ha riportato l’attenzione sui gravi episodi alluvionali che hanno interessato la Calabria negli ultimi anni, insistendo sulla necessità di spostare il baricentro dell’azione pubblica dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione. Secondo la CIA, la sicurezza del territorio deve passare da una programmazione puntuale degli interventi e da una manutenzione costante, capace di ridurre il rischio idraulico prima che i danni si manifestino.
Tra le priorità operative indicate figurano la pulizia degli alvei, con lavori mirati su fiumi e torrenti per eliminare sedimenti e materiali accumulati, e la gestione della vegetazione, attraverso la rimozione di alberi, arbusti e ostacoli che compromettono il naturale deflusso delle acque e aumentano il pericolo di esondazioni. Si tratta di attività che, per l’organizzazione agricola, non possono essere affrontate soltanto dopo un evento calamitoso, ma devono entrare stabilmente nell’agenda amministrativa regionale.
Accanto al tema del rischio idrogeologico, il direttore di Cia Calabria ha posto l’accento anche su un’altra criticità che incide in maniera crescente sul comparto primario: la siccità. Una condizione che mette in difficoltà le produzioni agricole, altera la programmazione aziendale e apre una questione decisiva sulla gestione delle risorse disponibili, soprattutto nei periodi in cui la disponibilità d’acqua si riduce drasticamente.
Gestione dell’acqua e tutela dell’agricoltura
Secondo la proposta illustrata al congresso, la risposta non può limitarsi a misure tampone. Serve invece una gestione più rigorosa e lungimirante dei bacini di accumulo, rispettando le priorità fissate dalla legge. Belmonte ha richiamato una gerarchia precisa negli usi dell’acqua: al primo posto quello potabile, come esigenza primaria e inderogabile; subito dopo l’uso agricolo, ritenuto essenziale per la tenuta del settore; infine gli altri impieghi, compresi quelli industriali.
Il passaggio è politico e insieme economico. Per la CIA, difendere la disponibilità idrica per l’agricoltura significa difendere un comparto che in Calabria rappresenta una componente rilevante della produzione, del lavoro e della tenuta sociale di molte aree interne. Senza una strategia stabile sulla manutenzione del territorio e sull’uso dell’acqua, il rischio è quello di lasciare imprese e lavoratori esposti a una fragilità permanente.
Belmonte ha sintetizzato questa impostazione con una linea netta: trasformare la manutenzione da emergenza a ordinaria amministrazione. Un principio che, nelle intenzioni della CIA, dovrebbe guidare le decisioni istituzionali dei prossimi mesi. L’obiettivo non è inseguire i danni già prodotti, ma ridurne la possibilità, evitando che ogni stagione critica si traduca in nuove richieste di ristoro, perdita di raccolti, interruzioni delle attività e ulteriori costi pubblici.
Il richiamo alle istituzioni e il fronte comune con il sindacato
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, il direttore di Cia-Agricoltori Italiani Calabria ha insistito sul valore della collaborazione tra organizzazioni agricole e rappresentanze sindacali, considerata indispensabile per spingere le istituzioni verso una gestione più strutturata e meno episodica del territorio. Il congresso della UILA, in questo senso, ha offerto anche l’occasione per ribadire una convergenza tra parti sociali su temi che riguardano sicurezza, lavoro e sviluppo.
La richiesta che arriva dal mondo agricolo è chiara: aprire rapidamente un confronto operativo che porti alla realizzazione concreta del piano straordinario di manutenzione. Per la CIA, mettere in sicurezza la Calabria significa proteggere le persone che vi abitano, dare prospettive alle imprese agricole e creare condizioni di lavoro utili e durature. In un contesto segnato dal cambiamento climatico e dalla crescente frequenza di eventi estremi, la cura del territorio torna così al centro del dibattito regionale come scelta di responsabilità, prima ancora che come risposta tecnica.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.