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Cia, no al nuovo schema EPR sulla plastica

14/05/2026

Cia, no al nuovo schema EPR sulla plastica

Cia-Agricoltori Italiani contesta l’attuale schema di decreto sulla Responsabilità Estesa del Produttore per i prodotti in plastica, formalizzando la propria posizione nella consultazione pubblica promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La Confederazione nazionale, insieme ad altre organizzazioni agricole, cooperative, artigiane e industriali, segnala il rischio di nuovi costi a carico delle imprese e delle filiere produttive italiane.

Timori per nuovi contributi ambientali sulle imprese

Secondo Cia e le organizzazioni firmatarie, il provvedimento potrebbe introdurre ulteriori contributi ambientali su prodotti e materiali in plastica utilizzati quotidianamente nei processi produttivi. Il rischio indicato è quello di un aggravio economico esteso, destinato a pesare sia sulle aziende sia sui consumatori finali.

Nel documento inviato al Ministero, le associazioni sottolineano che molte categorie di prodotti in plastica sono già soggette a prelievi ambientali. L’introduzione di un nuovo sistema, senza un coordinamento chiaro con gli strumenti esistenti, potrebbe quindi generare duplicazioni di costi e aumentare la pressione economica su comparti già esposti a rincari e difficoltà di mercato.

La richiesta di una transizione sostenibile anche per l’economia

Cia-Agricoltori Italiani ribadisce la necessità di accompagnare la transizione ecologica con misure realistiche, capaci di tenere insieme tutela dell’ambiente, competitività delle imprese e difesa del potere d’acquisto dei cittadini. La Confederazione chiede che eventuali interventi non colpiscano indistintamente tutte le filiere, ma siano preceduti da una valutazione concreta degli impatti economici e organizzativi.

Il tema riguarda in modo diretto il sistema produttivo italiano, dall’agricoltura alla trasformazione, fino alla distribuzione e ai servizi collegati. L’applicazione del regime EPR ai prodotti in plastica, secondo le organizzazioni contrarie allo schema attuale, deve evitare sovrapposizioni normative e oneri aggiuntivi che possano ridurre la capacità di investimento delle imprese.

La Confederazione chiede ora l’apertura di un confronto con il Governo e con tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo è costruire un percorso condiviso verso modelli produttivi più sostenibili, senza penalizzare occupazione, competitività e Made in Italy.

Per Cia, la sostenibilità ambientale deve procedere insieme a quella economica e sociale, in una fase nella quale molte imprese sono già alle prese con l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e con le incertezze dei mercati internazionali.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.