Disabilità in Calabria, via libera al Progetto di Vita
03/06/2026
La Giunta regionale della Calabria ha approvato le nuove linee di indirizzo per l’adozione e l’attuazione del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato delle persone con disabilità. Il provvedimento, proposto dall’assessorato al Welfare guidato da Pasqualina Straface, definisce il quadro metodologico e operativo per applicare sul territorio calabrese la riforma nazionale sulla disabilità, con una sperimentazione che coinvolge contemporaneamente tutte e cinque le province della regione.
Dal progetto individuale al Progetto di Vita
L’atto recepisce le novità introdotte dalla riforma nazionale e aggiorna il precedente sistema regionale, superando il modello del “progetto individuale” per allinearlo alle nuove disposizioni del decreto legislativo 62 del 2024 e alla legge 328 del 2000. Il passaggio non è soltanto tecnico: cambia l’impostazione della presa in carico, che non viene più costruita attorno a una visione esclusivamente assistenziale, ma alla centralità della persona, alla sua autodeterminazione e alla piena inclusione sociale.
Il Progetto di Vita diventa così lo strumento attraverso cui la persona con disabilità può definire obiettivi, aspirazioni, bisogni e sostegni necessari, con il coinvolgimento della famiglia e della rete dei servizi. La Regione punta a rendere omogenee le procedure su tutto il territorio, evitando differenze tra province e garantendo parità di accesso ai diritti.
Secondo l’assessora Straface, dietro il provvedimento ci sono “i volti, le storie e le aspettative di migliaia di famiglie calabresi” che non devono più essere lasciate sole davanti a servizi frammentati. La nuova impostazione, nelle intenzioni della Giunta, dovrà rendere più semplice il rapporto tra cittadini, Ambiti Territoriali Sociali e Aziende Sanitarie Provinciali.
Integrazione tra sociale, sanità, scuola e lavoro
Uno dei punti centrali delle linee di indirizzo riguarda l’integrazione sociosanitaria. Il provvedimento definisce regole e strumenti per far lavorare in sinergia Ats e Asp, con una governance condivisa e una presa in carico unitaria. Nel percorso saranno coinvolti anche il sistema scolastico, i Centri per l’impiego e il Terzo settore.
L’obiettivo è superare le distanze storiche tra sanità e sociale, costruendo un sistema capace di accompagnare la persona lungo le diverse dimensioni della vita: salute, autonomia, istruzione, formazione, lavoro, relazioni, partecipazione alla comunità. La disabilità viene quindi affrontata non come somma di prestazioni separate, ma come condizione che richiede risposte coordinate e personalizzate.
Il passo successivo annunciato dall’assessora sarà l’approvazione dei format per gli accordi interistituzionali. Questi strumenti serviranno a disciplinare nel dettaglio i rapporti tra Ats e Asp, in particolare sul funzionamento del Punto Unico di Accesso, lo sportello a cui il cittadino si rivolge per i servizi, e delle Unità di Valutazione Multidimensionale, le équipe incaricate di valutare i bisogni specifici della persona.
Valutazione multidimensionale e sostegni personalizzati
Le linee di indirizzo regolano in modo organico principi, ruoli, procedure e strumenti. Il testo disciplina il percorso di attivazione del Progetto di Vita, il ruolo della persona interessata e della famiglia, le modalità di valutazione multidimensionale e l’individuazione degli accomodamenti ragionevoli.
Gli accomodamenti ragionevoli sono le soluzioni concrete che consentono alla persona con disabilità di esercitare diritti, partecipare alla vita sociale e accedere ai servizi in condizioni di pari opportunità. Possono riguardare l’organizzazione dei servizi, i sostegni educativi, sanitari e sociali, gli strumenti per l’autonomia, la comunicazione, la mobilità e la partecipazione ai percorsi formativi o lavorativi.
Il nuovo impianto intende offrire agli operatori una guida uniforme e alle famiglie un percorso più chiaro. La sperimentazione estesa all’intera Calabria consente di applicare le linee guida in modo capillare, con l’ambizione di trasformare un atto amministrativo in un cambiamento percepibile nella vita quotidiana delle persone.
Assegno di cura e disabilità gravissime
Il provvedimento riguarda anche la gestione degli interventi in favore delle persone con disabilità gravissime che necessitano di sostegni ad alta intensità. Lo schema di accordo interistituzionale consentirà di garantire la continuità degli interventi finanziati attraverso il Fondo Nazionale Autosufficienza.
Un aspetto rilevante è la continuità nell’erogazione dell’assegno di cura per questa tipologia di destinatari. Da quest’anno, infatti, la gestione del fondo è direttamente in capo agli Ambiti Territoriali Sociali. La Regione punta quindi a evitare vuoti amministrativi o differenze territoriali che potrebbero incidere su persone e famiglie già esposte a bisogni complessi.
Con l’approvazione delle linee di indirizzo, Ats, Asp e tutti i soggetti coinvolti dispongono di una cornice comune per attuare il Progetto di Vita. Per la Giunta regionale, il provvedimento rappresenta un passaggio verso un welfare più umano, integrato e orientato ai diritti, nel quale la persona con disabilità non sia destinataria passiva di prestazioni, ma protagonista del proprio percorso di autonomia e inclusione.
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