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Calabria, l’assistenza domiciliare supera il target PNRR e rafforza la sanità territoriale

18/04/2026

Calabria, l’assistenza domiciliare supera il target PNRR e rafforza la sanità territoriale

La Calabria centra e supera uno degli obiettivi più significativi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sul versante della sanità territoriale, confermando una capacità organizzativa che, in un settore spesso segnato da criticità strutturali, assume un valore particolarmente rilevante. I dati ufficiali Agenas aggiornati al 31 dicembre 2025 certificano infatti che sono 44.506 gli over 65 presi in carico in Assistenza domiciliare integrata, un risultato che consente alla Regione di raggiungere il target previsto dal sub-investimento M6C1 – 1.2.1 “Assistenza Domiciliare” e di accedere ai 55 milioni di euro destinati dal Pnrr al potenziamento delle cure domiciliari.

Un risultato che misura la tenuta della rete sanitaria

Il dato numerico, da solo, racconta già molto. Superare il target previsto significa aver consolidato una rete di presa in carico capace di operare in modo concreto su un territorio complesso, caratterizzato da una diffusa presenza di popolazione anziana e da aree in cui la distanza dai grandi poli ospedalieri continua a rappresentare un fattore decisivo. In questo contesto, l’assistenza domiciliare non coincide con un servizio accessorio, ma diventa uno dei pilastri attraverso cui il sistema sanitario può garantire prossimità, continuità e appropriatezza delle cure.

Il traguardo raggiunto dalla Calabria assume inoltre un significato politico e amministrativo preciso, perché lega il risultato ottenuto alla possibilità di accedere a 55 milioni di euro destinati a rafforzare in modo strutturale la sanità territoriale. Non si tratta quindi soltanto di un indicatore positivo sul piano delle performance, ma di una condizione concreta per consolidare e ampliare un modello assistenziale che sta progressivamente spostando il baricentro delle cure dall’ospedale al domicilio.

È proprio questo uno dei passaggi più rilevanti della trasformazione in atto: riconoscere la casa come primo luogo di cura, soprattutto quando si parla di anziani fragili, persone con patologie croniche o cittadini che, per condizioni cliniche e contesto geografico, necessitano di una presa in carico più vicina e continuativa.

La casa come primo presidio di cura

Nelle parole del direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, il risultato conseguito viene definito come un obiettivo ormai consolidato, raggiunto per il terzo anno consecutivo grazie al lavoro congiunto di Regione, Aziende sanitarie, professionisti e medici di medicina generale. È un elemento che merita attenzione, perché segnala come il potenziamento dell’assistenza domiciliare non dipenda da un singolo intervento, ma dalla capacità di far collaborare livelli diversi del sistema sanitario attorno a un indirizzo comune.

Rafforzare le cure domiciliari, in una regione come la Calabria, significa intervenire su più piani contemporaneamente. Vuol dire anzitutto offrire ai cittadini una risposta sanitaria più accessibile, evitando che la distanza dai centri ospedalieri si trasformi in una disuguaglianza di fatto. Vuol dire anche migliorare la qualità della vita delle persone anziane, riducendo gli spostamenti, i disagi organizzativi per le famiglie e il ricorso a ricoveri che potrebbero essere evitati attraverso un’assistenza territoriale più efficace.

Il valore del risultato raggiunto sta proprio nella sua ricaduta concreta. L’assistenza domiciliare integrata, quando funziona, non alleggerisce soltanto gli ospedali, ma costruisce un sistema di cure più umano, più sostenibile e più aderente ai bisogni reali della popolazione. In una regione con forti differenze interne e con territori che richiedono modelli assistenziali adattabili, il consolidamento di questa rete rappresenta uno degli strumenti più rilevanti per rendere la sanità pubblica più vicina ai cittadini.

Il superamento del target Pnrr segna dunque un passaggio importante per la Calabria: non un punto di arrivo, ma la conferma che investire nella sanità territoriale produce effetti misurabili e apre margini concreti di sviluppo. I fondi in arrivo potranno rafforzare ulteriormente questa traiettoria, a condizione che il risultato venga ora trasformato in stabilità organizzativa, qualità delle prestazioni e presenza capillare sul territorio. È in questo equilibrio tra numeri, risorse e capacità di presa in carico che si gioca una parte decisiva del futuro dell’assistenza sanitaria regionale.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.