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Calabria, piano acqua tra siccità e alluvioni: strategia regionale

27/05/2026

Calabria, piano acqua tra siccità e alluvioni: strategia regionale

La Calabria punta a trasformare la gestione dell’acqua da emergenza ricorrente a politica strutturale, intervenendo insieme su siccità, reti idriche, invasi e rischio alluvionale. È il quadro emerso oggi al convegno “Troppa o troppo poca acqua? Per una gestione integrata della risorsa idrica nel Mezzogiorno”, promosso dal Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente dell’Università della Calabria in collaborazione con l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, con la partecipazione della Regione Calabria.

Emergenza siccità e interventi su pozzi e fonti alternative

Al centro del confronto c’è stata la doppia vulnerabilità del territorio calabrese: carenza idrica strutturale ed eventi meteorologici estremi. Domenico Costarella, dirigente generale della Protezione civile regionale, ha ripercorso i due anni di attività sul fronte della crisi idrica, ricordando lo stato di emergenza nazionale dichiarato il 27 settembre 2024 per la città metropolitana di Reggio Calabria, la provincia di Crotone e 24 comuni del Cosentino.

Quella decisione ha attivato una serie di interventi operativi: rigenerazione di pozzi, nuove perforazioni, captazione di fonti alternative e misure finalizzate a garantire maggiore continuità nell’approvvigionamento. Secondo quanto illustrato al convegno, i miglioramenti ottenuti vengono considerati stabili e proseguiranno anche oltre la scadenza prevista per settembre 2026.

Costarella ha poi richiamato il versante opposto della crisi, quello legato agli eccessi d’acqua. Nel 2026 sono stati dichiarati tre stati di emergenza per eventi che hanno interessato Sibari, Corigliano Rossano, Mirto Crosia, Melito Porto Salvo e diverse aree interne del Vibonese, del Catanzarese e del Reggino. Il dirigente ha citato il rapporto Arpacal sul ciclone Ulrike, che parla di tempi di ritorno ultrasecolari, come indicatore della forza distruttiva che l’acqua può assumere in condizioni estreme.

Reti, invasi e gestore unico del servizio idrico

La strategia regionale è stata illustrata da Salvatore Siviglia, dirigente generale del dipartimento Ambiente, paesaggio e qualità urbana. Tre gli assi indicati: risanamento delle grandi adduttrici, rafforzamento della capacità di invaso e completamento del passaggio al gestore unico del servizio idrico integrato.

Tra gli interventi richiamati figura il piano di ammodernamento del sistema del Crati, per il quale la Regione ha richiesto un finanziamento straordinario al Governo nazionale. Azioni analoghe sono previste attraverso fondi POR e FSC, con l’obiettivo di intervenire su infrastrutture strategiche e ridurre le perdite lungo le reti.

Siviglia ha insistito sul ruolo del telecontrollo, considerato uno degli strumenti decisivi per individuare in tempo reale le dispersioni. In passato, ha spiegato, una rottura in campagna poteva essere scoperta dopo giorni, con grandi quantità d’acqua disperse. Oggi il monitoraggio consente interventi più rapidi e rappresenta, nelle intenzioni della Regione, un cambio di metodo nella gestione del sistema.

Consorzi, agricoltura e uso efficiente della risorsa

Nel confronto è intervenuto anche Vincenzo Straface per il Consorzio di bonifica della Calabria, illustrando i 14 interventi finanziati dal Pnrr su infrastrutture vetuste, attualmente in fase di collaudo. Il Consorzio ha presentato un modello di distribuzione fondato sulla stima delle portate e sul fabbisogno effettivo, oltre al lavoro di manutenzione dei canali di scolo e di presidio del territorio durante le fasi di esubero idrico.

Fulvia Caligiuri, direttrice generale di Arsac, ha posto l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura, settore spesso indicato come parte del problema ma ritenuto essenziale nella costruzione di soluzioni più efficienti. Innovazione, sperimentazione e capacità di trattenere valore sul territorio sono stati indicati come elementi necessari per governare una risorsa che incide direttamente sulla tenuta produttiva e sociale della Calabria.

Dal convegno è emersa una linea comune: la crisi idrica non può essere affrontata con interventi isolati. Per la Regione servono programmazione, coordinamento tra istituzioni, ricerca e operatori, investimenti sulle reti e una gestione integrata capace di rispondere tanto alla scarsità quanto agli eventi alluvionali estremi.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.