Catanzaro, arriva Asso dopo l’avvelenamento dei cani da pet therapy
05/05/2026
È arrivato dalla Toscana il nuovo cucciolo destinato all’Associazione Equipariamo Natural Therapy, colpita lo scorso ottobre dall’avvelenamento di quattro cani utilizzati nei percorsi di pet therapy. Si chiama Asso, è un golden retriever dal pelo dorato, ed è stato accolto questa mattina nella sede dell’associazione guidata da Aldo Tassoni, tra sorrisi, emozione e il senso concreto di una ripartenza.
Il cucciolo è stato individuato grazie alla collaborazione tra Legambiente Calabria, ENCI e l’allevamento toscano “Leonibus”, che ha messo a disposizione un animale ritenuto adatto a intraprendere un percorso delicato come quello degli interventi assistiti con bambini con bisogni speciali e persone fragili. Ad accompagnarlo nel viaggio da Grosseto sono stati il presidente nazionale ENCI, Dino Muto, e la consulente e addestratrice ENCI Serena Donnini.
Una risposta concreta dopo l’atto di crudeltà
L’iniziativa è nata dopo l’avvelenamento di Ciarly, Cloe, Jack e Johnny, i quattro cani da pet therapy dell’associazione. Un episodio che aveva suscitato rabbia e indignazione, trasformate poi in una rete di solidarietà capace di coinvolgere associazioni, cittadini e realtà del territorio.
La presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, ha spiegato che l’arrivo di Asso rappresenta un gesto simbolico di rispetto verso gli animali, ma anche un aiuto pratico per consentire a Equipariamo di proseguire il proprio lavoro. Il cucciolo, infatti, potrà diventare nel tempo una presenza importante nei percorsi di supporto rivolti a bambini e persone vulnerabili, restituendo all’associazione uno strumento essenziale per le attività quotidiane.
Equipariamo riparte con un nuovo percorso
Per Aldo Tassoni, l’arrivo di Asso non cancella il dolore per quanto accaduto, ma permette di guardare avanti. I cani uccisi non erano soltanto animali, ma parte integrante del lavoro dell’associazione e del cammino costruito con tante famiglie. La loro perdita ha interrotto relazioni nate nel tempo, fondate sulla fiducia, sulla presenza e sulla capacità degli animali di creare un contatto speciale con chi vive situazioni di fragilità.
Tassoni ha ricordato la vicinanza ricevuta nei giorni successivi all’avvelenamento, parlando di una solidarietà autentica che oggi prende forma concreta con l’arrivo del nuovo cucciolo. Asso, per l’associazione, è una ripartenza: la possibilità di continuare a offrire serenità, supporto e percorsi terapeutici assistiti a chi ne ha bisogno.
Il ruolo di ENCI nella scelta del cucciolo
Il presidente nazionale ENCI, Dino Muto, ha sottolineato il valore della collaborazione attivata con Legambiente, ricordando quanto i cani possano incidere positivamente nella vita delle persone, soprattutto nei contesti più sensibili. Secondo Muto, episodi come quello avvenuto contro l’associazione devono trovare una risposta fatta di impegno concreto, competenze e responsabilità condivisa.
La scelta di Asso non è stata casuale. Come spiegato dalla consulente ENCI e addestratrice Serena Donnini, il golden retriever è una razza particolarmente predisposta alla cooperazione con l’uomo. Nel caso del cucciolo arrivato a Equipariamo, il lavoro di socializzazione svolto nei primi mesi di vita rappresenta una base importante per crescere in equilibrio e affrontare contesti complessi come quelli della terapia assistita.
La richiesta di giustizia e più controlli sul territorio
Accanto alla gioia per l’arrivo di Asso resta aperta la richiesta di giustizia per l’avvelenamento dei cani. Legambiente Calabria, anche con il supporto di Antonino Morabito, responsabile nazionale Cites e benessere animale di Legambiente nazionale, ha ribadito la necessità di rafforzare i controlli, individuare i responsabili e attivare strumenti di prevenzione efficaci.
L’episodio dello scorso ottobre non viene considerato un fatto isolato, ma un atto deliberato che ha colpito più animali nella zona. Per questo la rete nata attorno a Equipariamo non si limita alla consegna di un nuovo cucciolo, ma rilancia un messaggio più ampio: proteggere gli animali, sostenere chi lavora con le persone fragili e impedire che gesti di crudeltà possano restare senza risposta.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.