Cia Calabria a Roma: focus su reddito agricolo e territorio
12/05/2026
La Calabria ha portato alla IX Assemblea elettiva nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, a Roma, le principali questioni aperte per il futuro del comparto agricolo: reddito delle imprese, tutela del territorio, concorrenza internazionale, agriturismo, florovivaismo e transizione energetica. I delegati calabresi sono intervenuti nel confronto nazionale richiamando la necessità di misure concrete per sostenere aziende e aree rurali.
Podella chiede regole contro la concorrenza sleale
Ad aprire il contributo della delegazione regionale è stato il presidente di Cia Calabria, Nicodemo Podella, che ha posto al centro del dibattito la difesa del sistema agricolo italiano. Il tema principale riguarda l’ingresso sui mercati di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard sanitari, etici e produttivi richiesti agli agricoltori italiani.
Podella ha rivolto anche un appello ai consumatori, invitandoli a sostenere il Made in Italy attraverso scelte più consapevoli. Per il presidente regionale, la tenuta economica delle aziende agricole passa anche dal riconoscimento del giusto valore dei prodotti e del lavoro svolto da chi presidia quotidianamente le campagne.
Nel suo intervento è stato richiamato inoltre il tema della prevenzione idrogeologica. La richiesta avanzata riguarda interventi rapidi per la pulizia di fiumi e canali, considerati necessari per ridurre il rischio di nuove emergenze nei territori più fragili. “Senza reddito per gli agricoltori e senza tutela del territorio non c’è futuro per la nostra agricoltura”, ha affermato Podella.
Costi, reciprocità e sostenibilità al centro del confronto
Dall’assemblea nazionale è arrivato anche l’intervento di Maria Grazia Milone, presidente di Cia Calabria Centro, che ha richiamato la condizione economica delle imprese agricole. L’aumento dei costi di produzione e la difficoltà di adeguare i prezzi di vendita restano tra i nodi più pesanti per le aziende, chiamate a mantenere qualità e competitività in un mercato esposto a forti squilibri.
Milone ha insistito sul principio della reciprocità nelle regole commerciali, chiedendo che l’Europa impedisca l’ingresso di prodotti ottenuti con sostanze vietate o attraverso pratiche di sfruttamento del lavoro. La sostenibilità, ha sottolineato, deve tenere insieme ambiente, società ed economia, senza scaricare nuovi costi sulle imprese agricole.
Nel suo contributo ha trovato spazio anche il tema della ricerca, con riferimento alle nuove tecniche genomiche e agli strumenti utili ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Per Milone occorre restituire dignità al lavoro agricolo, riconoscendo agli agricoltori il ruolo di produttori di cibo, custodi del territorio e protagonisti del futuro delle comunità rurali.
Agriturismi, florovivaismo e agrovoltaico tra le priorità
Tra i contributi calabresi è intervenuto anche Mario Grillo, presidente nazionale di Turismo Verde, che ha evidenziato il ruolo degli agriturismi come presìdi sociali ed economici nelle aree interne. Le strutture agrituristiche, secondo Grillo, rappresentano un’infrastruttura diffusa capace di contrastare lo spopolamento, sostenere la filiera corta e custodire l’identità rurale italiana.
Un passaggio specifico è stato dedicato alla necessità di ridurre il peso della burocrazia e accelerare la digitalizzazione, così da consentire alle aziende agricole di operare con maggiore efficienza e competitività. La semplificazione amministrativa è stata indicata come condizione essenziale per accompagnare lo sviluppo del settore.
Emanuela Milone, presidente dell’Associazione Florovivaisti, ha invece rilanciato il valore strategico del comparto vivaistico, definendolo un punto di partenza per il verde, la forestazione e l’intera filiera agricola e agroalimentare. L’invito rivolto ai vivaisti è quello di rafforzare la rappresentanza del settore, anche attraverso l’adesione all’associazione, per ottenere maggiori tutele e riconoscimento nei tavoli istituzionali.
Nel corso dell’assemblea, Giovanni Bastone di Passo dei Greci ha acceso l’attenzione sugli ostacoli che frenano gli investimenti in alcune aree agricole. In particolare, ha denunciato i tempi lunghi e i costi elevati per gli allacci alla rete degli impianti agrovoltaici, criticità che rallentano la modernizzazione delle aziende e la transizione energetica del comparto.
Il confronto romano ha quindi restituito un quadro ampio delle richieste avanzate dalla rappresentanza calabrese: reddito adeguato, regole eque, prevenzione del dissesto, innovazione, meno burocrazia e maggiori strumenti per rendere le imprese agricole più solide davanti alle trasformazioni del mercato e del clima.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.