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Donne migranti in Calabria, bando da 1,17 milioni per inclusione e lavoro

22/05/2026

Donne migranti in Calabria, bando da 1,17 milioni per inclusione e lavoro

La Regione Calabria ha pubblicato un avviso da 1 milione e 172 mila euro per selezionare i partner con cui co-progettare un piano di interventi rivolto alle donne migranti regolarmente presenti sul territorio, con l’obiettivo di favorire autonomia economica, protezione sociale, accesso al lavoro e percorsi concreti di inclusione.

Un piano biennale finanziato dal Programma nazionale inclusione

L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale al Welfare, rientra nel Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà e rappresenta una quota delle risorse destinate dal Ministero alle regioni del Mezzogiorno per sostenere le cittadine di Paesi terzi in condizioni di fragilità o precarietà.

Il piano avrà una durata di ventiquattro mesi e si inserisce nella linea politica indicata dalla Regione Calabria per una gestione dei flussi migratori orientata all’inclusione sociale e lavorativa, alla legalità e alla valorizzazione delle persone come risorsa per il territorio. Una strategia che, nelle intenzioni della giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto, punta anche a contrastare lo spopolamento e a rispondere alla carenza di manodopera in diversi settori produttivi e di cura.

Al centro dell’avviso ci sono donne che spesso vivono una doppia esposizione alla marginalità: quella legata alla condizione migratoria e quella derivante da povertà, isolamento, dipendenza economica, sfruttamento lavorativo o violenza. La misura mira quindi a costruire una rete di servizi e opportunità capace di accompagnare le destinatarie verso una maggiore autonomia.

Formazione, casa e lavoro per uscire dalla marginalità

L’assessore regionale al Welfare e all’Inclusione sociale, Pasqualina Straface, ha sottolineato il significato sociale dell’intervento, richiamando le storie di donne arrivate in Calabria dopo percorsi difficili e oggi bisognose di strumenti reali per vivere in sicurezza e dignità.

La Regione punta a superare una logica puramente assistenziale, finanziando interventi che colleghino formazione, lavoro, abitare e protezione. Il primo filone del bando riguarda infatti le vittime di tratta, grave sfruttamento lavorativo e violenza di genere, per le quali sono previsti percorsi personalizzati di orientamento, reinserimento, formazione e sostegno alla conciliazione tra vita privata e lavoro.

Un secondo asse è dedicato alla qualificazione del lavoro domestico e di cura, settore in cui molte donne migranti trovano occupazione ma dove restano forti i rischi di irregolarità, sottopagamento e scarsa tutela. Gli interventi dovranno favorire l’emersione dal lavoro sommerso, l’incontro trasparente tra domanda e offerta e la nascita di cooperative o attività autonome.

Terzo settore chiamato alla co-progettazione

La terza area di intervento è rivolta alle donne migranti disoccupate o inserite in contesti di forte precarietà. Per loro sono previsti corsi di lingua italiana, attività di orientamento ai servizi territoriali e laboratori di socializzazione, anche con l’obiettivo di rafforzare l’associazionismo femminile straniero e la partecipazione alla vita delle comunità locali.

Per costruire il piano operativo, la Regione chiama a raccolta enti del Terzo settore, organizzazioni di volontariato e soggetti privati con esperienza nei campi dell’accoglienza, del contrasto alla violenza di genere, dell’inclusione sociale e delle politiche attive del lavoro.

Le proposte progettuali potranno essere presentate anche in forma associata, così da mettere insieme competenze diverse e coprire in modo più efficace i territori interessati. I soggetti interessati avranno quindici giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria per candidarsi alla procedura.

Il bando, aggiornato al 21 maggio 2026, rappresenta uno dei passaggi operativi attraverso cui la Regione intende rafforzare una rete di inclusione capace di proteggere le donne più esposte a sfruttamento e violenza, sostenendo al tempo stesso percorsi di lavoro regolare, autonomia abitativa e integrazione nelle comunità calabresi.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.