Navi dei veleni, Legambiente: nuova indagine su De Grazia
13/05/2026
Legambiente accoglie con favore la decisione della Commissione parlamentare d’inchiesta di avviare un nuovo filone d’indagine sulla morte del capitano Natale De Grazia e sul caso delle cosiddette navi dei veleni. L’associazione ambientalista chiede che la vicenda, aperta da trent’anni, venga affrontata con piena trasparenza per arrivare a verità e giustizia.
La richiesta di fare luce sugli affondamenti sospetti
Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha definito la decisione una buona notizia, ricordando il lavoro svolto dall’associazione nelle passate legislature attraverso relazioni e richieste rivolte alle istituzioni.
Secondo Legambiente, il nuovo filone d’inchiesta deve riportare al centro una vicenda che riguarda non soltanto la memoria di un servitore dello Stato, ma anche un rischio ambientale e di legalità che continua a richiedere risposte.
Il dossier arrivato anche al Parlamento europeo
L’associazione richiama anche l’iniziativa portata avanti a Bruxelles il 18 marzo, quando il tema delle navi dei veleni è stato presentato al Parlamento europeo con sei proposte rivolte alla Commissione e al Parlamento Ue.
In quella sede Legambiente ha chiesto alla commissaria europea per l’Ambiente, Jessica Roswall, di acquisire tutta la documentazione sugli affondamenti sospetti e di promuovere, attraverso la Commissione ENVI, un’indagine conoscitiva in raccordo con la Commissione d’inchiesta italiana.
Ambiente, legalità e tecnologie per i fondali
Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, ha sottolineato che nel Mediterraneo restano diversi affondamenti sospetti privi di risposte definitive.
L’associazione chiede che il lavoro parlamentare proceda con rigore e che si colleghi alle proposte europee già avanzate: dall’analisi dei fondali con tecnologie avanzate al coinvolgimento di Europol e Interpol per ricostruire eventuali traffici di rifiuti radioattivi.
Legambiente conferma la propria disponibilità a contribuire ai lavori, con l’obiettivo di trasformare il nuovo filone d’inchiesta in un passaggio utile a definire una verità storica e giudiziaria su una delle pagine più controverse del rapporto tra ambiente, criminalità e istituzioni.
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