Calabria al Salone del Libro, cinema e autori contro gli stereotipi
20/05/2026
La Calabria contemporanea è stata raccontata attraverso libri, cinema e nuove immagini del territorio nel panel “Calabria, visioni in movimento”, promosso dalla Regione Calabria e dalla Calabria Film Commission al Salone Internazionale del Libro di Torino. L’incontro ha richiamato grande partecipazione e ha messo a confronto alcuni tra i più autorevoli scrittori calabresi con la Fondazione, in un dialogo dedicato alla narrazione della regione oltre cliché e rappresentazioni riduttive.
Un ponte tra letteratura e cinema
Ad aprire i lavori è stato Anton Giulio Grande, presidente della Calabria Film Commission, che ha indicato la volontà di creare un ponte tra parola scritta e immagine cinematografica. Il riferimento ideale è stato a “Le città invisibili” di Italo Calvino, richiamato per descrivere una Calabria plurale, non ferma, capace di trasformarsi da luogo di passaggio a luogo di paesaggio.
Al panel sono intervenuti Carmine Abate, Angela Bubba, Domenico Gangemi, Gioacchino Criaco, Domenico Dara, Annarosa Macrì, Anna Mallamo e Vito Teti. A coordinare il confronto è stato Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission.
Il cuore dell’incontro è stato il rapporto tra identità, racconto e trasformazione. La Calabria emersa dagli interventi non è una regione semplificata, ma un territorio attraversato da contraddizioni, migrazioni, ritorni, città, paesi, memoria e futuro. Un campo narrativo che la letteratura ha esplorato da tempo e che il cinema può contribuire a restituire con nuovi linguaggi.
Il rischio di una Calabria raccontata in modo unico
Vito Teti ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa, richiamando la necessità di uno sguardo realistico, capace di convivere con la finzione narrativa. Per l’antropologo e scrittore, la Calabria è una terra complessa, contraddittoria, con un’identità plurale e mutevole: proprio per questo richiede strumenti di racconto capaci di evitare scorciatoie e semplificazioni.
Sul tema degli stereotipi è intervenuto anche Domenico Gangemi, che ha evidenziato il rischio di una rappresentazione concentrata quasi esclusivamente sulla ’ndrangheta. Dopo aver scritto diversi libri su quel tema, Gangemi ha spiegato di aver scelto di allontanarsi da una narrazione che può finire per rafforzare l’equazione tra Calabria e criminalità, oltre i reali demeriti della regione.
Anna Mallamo ha invece posto l’attenzione sull’assenza delle città nelle rappresentazioni più diffuse del Sud. Secondo la scrittrice, la Calabria viene spesso ridotta a borghi da cartolina, mentre i paesi reali custodiscono assenze, difficoltà e verità profonde. Raccontare l’autenticità, ha osservato, significa guardare oltre l’immagine patinata e affrontare i luoghi nella loro complessità.
Da “Anime Nere” alla scrittura come riparazione
Gioacchino Criaco ha ricordato la nascita cinematografica di “Anime Nere” e le difficoltà incontrate nella fase iniziale del progetto, prima che il film diretto da Francesco Munzi ottenesse riconoscimenti e dimostrasse il valore di quella scelta narrativa. Il suo intervento ha mostrato quanto il rapporto tra cinema, territorio e istituzioni possa incidere sulla possibilità di portare una storia calabrese davanti a un pubblico più ampio.
Carmine Abate ha raccontato l’emozione di vedere un proprio libro trasformarsi in film, con paesaggi e immagini prima affidati soltanto alla parola. Annarosa Macrì ha richiamato il ruolo di scrittori, registi, libri e cinema come linfa vitale di una comunità, mentre Angela Bubba ha insistito sui temi dell’erranza, della partenza e del ritorno alle radici, che può avvenire anche in forme non fisiche.
A chiudere il panel è stata la riflessione di Domenico Dara, che ha definito la letteratura come il tentativo di riparare alle mancanze della vita e a ciò che nella quotidianità viene percepito come assente. Il confronto torinese ha così confermato il ruolo di cinema e letteratura come strumenti centrali per restituire alla Calabria una narrazione più ricca, contemporanea e capace di misurarsi con le sue radici senza restarne prigioniera.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.